Mon Tour du Mont Blanc

TMB

vendredi 18 août 2017 Auteur caché

Conditions génerales:
Très bonnes
Présence de névés:
Pas du tout

Eccomi qua a raccontare il trekking del 2017 cioè il Tour del Monte Bianco (TMB).
Se. come si dice, un viaggio si vive tre volte: quando si progetta, quando si fa, quando si ricorda … oggi sono alla fase 3. Quella di rimettere assieme immagini, momenti, sensazioni, per fissarle su un supporto che, vista la mia età, duri più dei pochi neuroni rimastimi.

18 agosto 2017
È mattina quando mia moglie mi accompagna alla stazione di Sieci, prendo il treno che mi porta a Firenze SMN e con Italo raggiungo Milano. Un passaggio in metropolitana e a Lampugnano il bus che mi porta a Courmayeur.
Alle 16, zaino in spalla (13 kg), mi incammino e, attraverso Villar, inizio la salita verso il rifugio Bertone. Poco più di 600 metri di dislivello e arrivo a quello che considero il mio punto di partenza per i TMB. È il solo rifugio che ho prenotato. Sul sito autourdumontblanc.com ho visto che i rifugi successivi (escluso quelli Italiani) sono abbastanza liberi; decido quindi di chiamare il mattino per prenotare un posto letto per la sera (o al massimo chiamo un giorno per il giorno successivo).
Mi sistemo e alle 19 si cena. Ho accanto una ragazza Svedese che si fermerà al rifugio Bonatti e una coppia Belga che terminerà il TMB a Chamonix. Il mio stentato Inglese e l'ancora peggior Francese sono comunque sufficienti a far durare la conversazione fino all'ora di dormire (21). Ottima la cena anche se la responsabile del rifugio è un po' fredda e distaccata. Poco male, Buona Notte.

19 agosto
Alle 7,30 parto destinazione La Peule (CH).
I panorami cominciano ad allargarsi sulla parte sud-est del massiccio del Bianco. Scorrono, al di la della Val Ferret Italiana, Il dente del Gigante, le Grandes Jorasses, il ghiacciaio di Pre de Bar, mentre via via si snoda il sentiero che attraversa La Leche, arriva al rifugio Bonatti e, proseguendo raggiunge il rifugio Elena. I continui saliscendi cominciano a farsi sentire sulle gambe poco allenate: più i sali che gli scendi !!!
Ma ancora non è finita: mi aspetta la salita al Col Ferret. Dura Dura Dura !!!
In meno di un chilometro si salgono 500 metri e si arriva a oltre 2500 metri. Uno SPETTACOLO.
Dietro di me la Val Ferret Italiana, oltre il cippo di confine quella Svizzera e sulla sinistra il Mont Dolent con i suoi ghiacciai.
Inizia la discesa e pecore, mucche e mirtilli mi accompagnano fino alla Bergerie di La Peule: alle 16 sono arrivato. Con me la coppia Belga (Axel e Laetitia).
Doccia, piccolo bucato (maglietta, mutande e calzini e poi cena a base di polenta concia formaggi ecc.

20 agosto
Partenza alle 7.45 destinazione Campex (CH).
Non ho più i meravigliosi panorami del Bianco davanti a me. Se vogliamo possiamo dire che fino a Trient il sentiero sarà, pur nella sua bellezza, un sentiero di “trasferimento” … bello ma non particolarmente suggestivo. Dal Col Ferret il Cell non prende ma quando arrivo alla cittadina de La Fouly chiamate perse e messaggi si accalcano in successione: il nostro cane Arturo si è perso e sulla medaglia c'è il mio cellulare.
Una buona ora a chiamare e coordinare telefonate fra casa e chi ha il nostro cane: … comunque la questione va verso la soluzione.
Riprendo il cammino su un sentiero didattico micologico. Impressionante il numero e le varietà di funghi che si incontrano.
Compro un panino a Champex Lac e proseguo per Champex de sous dove ho prenotato al Bon Abri.
Mi sistemo e sto per fare la doccia quando mi accorgo di aver lasciato a la Peule il mio asciugamano (caxxo, ca,,o, ca..o). Ne chiedo uno in prestito al gestore che mi da un vecchio asciugamano lacero e risecchito … ma che almeno assolve al suo dovere.
Sono sistemato, assieme a tanti altri, in una camerata da una 20 di letti … ma tutto ok.
Arriva l'ora di cena: una cosa PENOSA.
Un brodino dove miseramente galleggiano 3 rondelle di carota 2 ciuffetti di cavolfiore e poco altro.
Un insalata, e, udite udite, il piatto forte: un riso bollito accompagnato da una “esaltante” salsa alla “bolognese”, Si, va bene … arriva anche il dessert !!! Buonanotte, se si può dire.
Al mattino, dopo colazione … il conto: 67 CHF per la mezza pensione e 5 CHF per l'uso dell'asciugamano !!! (pensare che con poco più di 5 euro ne compro uno nuovo in qualunque mercato italiano.
NON è finita !!! Non hai CHF ??? (ma chi ha Franchi Svizzeri in un simile Tour? ) … il gestore è molto accondiscendente e accetta Euro, ovviamente con cambio alla pari (invece di 1 euro= 0,88 CHF) … guadagno netto 12 % e ricevuta su foglietto non numerato !!! a proposito il POS, per un eventuale pagamento con carta in valuta CHF, è “momentaneamente fuori servizio”

21 agosto
La mattina è iniziata maluccio, sono inc … to come una biscia.
Per fortuna il sentiero, inizialmente su una strada di montagna, mi propone immagini sempre più belle. Splendida vista del ghiacciaio di Trent e fra boschi ed alpeggi arrivo al Col de la Forclaz. Attraverso la strada su cui transitano auto e numerosi motociclisti e mi fermo al ristorante a pranzare. Buono, nella media per il costo e posso pagare con la carta !!! davanti al ristorante un negozio per turisti: ha anche asciugamani con lo scudo crociato svizzero. Ne compro uno per 22 CHF (carta !!!) è caro ma ne ho bisogno. Non ho avuto neppure il coraggio di rubare quello che avevo avuto in prestito. Faceva tanta pena !!!
Scendo dal Forclaz verso Tient e poi vorrei andare a Peuty alla gite. Vi arrivo e scopro che non fanno mezza pensione, inoltre in tutta Peuty non esiste un posto dove mangiare e neppure dove comprare qualcosa. Ritorno a Trient (2 km) e trovo alloggio all'hotel Grande Ourse. Mezza pensione, camera comune da 8 letti, ,,, perfetto.
Ottima cena, bella dormita, ottima colazione, stesso prezzo del rifugio precedente. Ma qui pago con carta in CHF e fattura regolare (maggiorazione 3% … vabbeneeee).

22 agosto
Partito alle 7.30 alle 10 sono già al Col de Balme: viva la France !!!
Anche il telefonino ne è felice. In Svizzera non c'è accordo sul roaming e paghi per telefonare e non navighi. Adesso sono rientrato in Europa.
Incontro nuovamente i Belgi ma durante la salita avevo incrociato anche i giapponesi del Bon Abri. Uno di loro fa il Tour con i sandali !!!
Ora i panorami sono veramente da urlo !!! Il ghiacciaio di Tour, quello dell'Argentiere, l'Aiguille Verte, e il sentiero è come piace a me. Si va verso le Aiguillette des Possettes e la roccia la fa da padrona. I passaggi fra massi, i continui saliscendi ed infine la discesa a perdifiato verso Tre les Champ. Accanto alla strada asfaltata, appena fuori dal traffico, ecco la Boerne. Un rifugio molto pittoresco e una ottima accoglienza da parte dei gestori.
Cena buonissima assieme ai Belgi e a tanti altri … poi a letto. Camera condivisa con due ragazze Danesi e due signore Inglesi.

23 agosto
Alle 7.30, dopo colazione, parto per il nuovo tratto che conduce a Flegere. Ho deciso di aggiungere una variante che mi condurrà al Lac Blanc. Tutti la consigliano e il gestore della Boerne mi consiglia di evitare (sono un pelino stanco) il Col Du Brevent. Scendere a Chamonix con la cabinovia e raggiungere Les Houches in bus. Così farò.
La tappa si rivela una delle più belle. Dopo una bella salita arrivano alcuni passaggi su scale in ferro, piccoli percorsi su roccia e scalinate in legno. Poi si arriva ad alcuni laghetti … ma il bello ha da arrivare. Sopra le nostre teste il rifugio del Lac Blanc. Si continua a salire e salire. Poi il lago appare davanti. Il Lac Blanc è davvero bianco, il rifugio è molto bello … e alle nostre spalle, basta girarsi ed ecco il massiccio del Bianco in tutta la sua potenza. Lo sguardo spazia dalla Aiguille de Tour, attraversa l'Argentiere, la Mer de Glace, e arriva alla vetta del Bianco: i 4810 metri.
Scendere non è una passeggiata ma in un'oretta arrivo alla cabinovia. La prendo e con il bus arrivo a Les Houches alla gite Michele Fagot.
Ameline, Kristine e il cane Ice Tea sono formidabili. Accoglienza e sorrisi, cena deliziosa (in giardino), camere pulitissime, un piacere. Assieme a me, a tavola, un ragazzo Francese che ha terminato il suo Tour (in 6 giorni !!!) un altro che lo inizia domani, una ragazza Americana dall'accento simile a Alberto Sordi in un “Americano a Roma” (auanagana …) e un signore inglese alla prima tappa.
Il Francese che ha appena terminato il Tour ci offre un grappino alla pera. Noi ne gustiamo l'aroma, lo sorseggiamo, … la ragazza americana lo beve in un fiato come si vede fare nei film western … e il risultato è da piegarsi dalle risate !!! occhi fuori dalle orbite, tosse, colore del viso quasi paonazzo !!! è grappa, non è whisky annacquato !!! qui le cose si fanno per bene !!!
Buonanotte !!!

24 agosto
Saluto Ameline e corro a prendere la cabinovia per Bellevue. Non mi va di farmi un'ora e mezza di salita in un bosco quando in pochi minuti sono alla partenza per la variante che oggi voglio fare. Il sentiero normale è quasi noioso ma la variante del Tricot passa a pochi metri dalla parte finale del ghiacciaio, attraversa la passerella sospesa de Glacieres e attraversa i Col de Miage e Tuc: tutta un'altra cosa !!! questa parte iniziale è bella tosta, non lascia un attimo di respiro. Ma le immagini e gli scenari sono stupendi. La salita al col de Miage è bellissima. Prati di mirtilli e rododendri (mirtilli buonissimi … rododendri ormai sfioriti).
Poi discesa terribile verso lo Chalet de Miage e la nuova salita verso quello del Truc.
Intanto il cielo si copre e cadono gocce di pioggia. Nulla di preoccupante.
Il sentiero ora si allarga, diventa strada di montagna e rapidamente arrivo a Les Contamines.
Ho fissato al rifugio CAF e arrivo giusto in tempo. Arriva un temporale piuttosto … umido.
La gestrice mi fa accomodare e mi da un letto in una camera tranquilla da otto posti. Dopo un'ora la tranquillità sparisce e arrivano 5 Olandesi incimurriti … salute !!!
Cena ottima … nottata rumorosa fra starnuti, tosse e prostata (olandese) ingrossata.

25 agosto
Alla consueta ora saluto la gestrice e mi incammino sul sentiero che corre parallelo alla strada che da Les Contamines porta a Notre Dame de la Gorge. Una chiesetta al termine della strada lungo il fiume Nant. Passo un centro ricreativo multidisciplinare (bellisimo) a Pontet. E incontro due coppie che hanno dormito in un prato con le loro tendine: un umidità che si taglia a fette !!!
Arrivo alla chiesa e inizio a salire lungo la antica strada romana in pietra. É incredibile ma in queste salite vertiginose passano grandi 4x4 per l'approvvigionamento dei rifugi che incontrerò. Un ponte romano supera il Nant in un punto in cui le gorge è profondo molte decine di metri. La corrente è vertiginosa e le cascate si susseguono rumorose. Poco dopo arrivo al rifugio Nant-Borrant e dopo un'ora a quello de la Balme. Ancora un paio d'ore di salita e sarò al col de Bonhomme. Attraverso quindi il pian de Dames e finalmente, sotto un sole cocente, arrivo al Col de Bonhomme. Vista meravigliosa sulle due vallate e meritata sosta per pranzare con un panino. Poco più avanti, sotto di me si vede la Croix de Bonhomme e il rifugio. È il più grande fra tutti quelli incontrati e dopo essermi sistemato in camera faccio un giro per un'occhiata ai dintorni. Sorpresa: ritrovo la ragazza americana (Jamie) lasciata a Les Houches.
Ceno in una tavolata assieme a 4 Francesi, 8 Giapponesi, 3 Koreane, ed io unico Italiano. (menù buono)

26 agosto
E' la mia penultima tappa: ho deciso di fare la variante del Fours. È decisamente molto impegnativa e interessante. Parto alle 7 e comincio a salire verso il Col de Fours. Roccia, Roccia, Roccia.
Ad un certo punto, fra i massi, riesco a vedere il sentiero che comincia a scendere. Dietro di me una ragazza. Le indico di non venirmi dietro ma di scendere sul sentiero appena più in basso. È una ragazzina (Rachel), poco più che adolescente, ha solo diciotto anni, viene dal North Carolina e sta facendo il TMB da sola. Una volta terminato andrà a lavorare vicino a San Marino in una fattoria per due mesi. Cavoli !!!
Il sentiero è veramente impegnativo e decidiamo di scendere assieme. Ad un certo punto sembra aver perso la traccia ma poco dopo troviamo una larga strada che ci conduce a la Ville des Glaciers.
Una piccola pausa (arrivano anche gli 8 Giapponesi) e poi ripartiamo. Se durante la discesa il vecchietto (io) ha tenuto il passo della ragazzina, sulla salita che ci porterà al Col de la Seigne la faccenda è tutta un'altra. La saluto e le dico di andare pure del suo (più allegro) passo.
Oltre 700 metri di salita non sono pochi, anzi. Ma quando arriviamo al Col de la Seigne assieme (Rachel si è fermata più volte e io sono andato pianissimo ma senza soste) foto strette di mano e sorrisi sono il premio per essere arrivati in cima alla salita … e al CONFINE ITALIANO.
Ora mangiamo un boccone e non resta che scendere. La casermetta della ex finanza e poi il rifugio Elisabetta sono ad un passo.
Una volta sistemato, CENA Italiana. Ritrovo anche l'altra ragazza Americana che aveva detto di non fare questa tappa. Poi ha cambiato idea ed ora eccola qui.
Dietro al rifugio il ghiacciaio Lee Blanchè è uno spettacolo!!

27 agosto
Bella colazione e poi saluto i gestori del rifugio e le due ragazze. Vorrei prendere il bus che parte da Courmayeur alle 13.30 e non ho molto tempo … e ancora un bel po' di strada da fare, La gestrice mi dice di prendere il bus che, dal fondovalle, porta a Courmayeur ma ho deciso di fare tutta quest'ultima tappa.
Scendo verso il Lac de Combat e risalgo i 600 metri verso l'Arp-Vieille superieure. Ancora viste magnifiche: il piccolo ma bellissimo lago de Miage, il ghiacciaio Miage e più in là il dente del Gigante. Adesso è solo discesa … una corsa. Praz Neyron e poi Dolonne e finalmente Courmayeur.
Biglietti, Bus, Metropolitana, Treni … CASA.

Trient
 Incontro
Cahier du randonneur